Storia

PRESENTAZIONE STORICA, CULTURALE, NATURALISTICA E TURISTICA DEI COMUNI DEL DISTRETTO
(tratta dagli studi e dalle pubblicazioni attuate dal GAL Oglio Po).

Comune di Viadana

II Comune di Viadana (soggetto capofila) e una cittadina di oltre 20.175 abitanti situata nella estrema parte Sud-ovest della Provincia di Mantova, confinante con la provincia di Parma e Reggio Emilia. L’area si trova nel lembo sud-orientale della Regione Lombardia e riguarda una porzione del territorio mantovano delimitato dal fiume Po. L’area confina ad ovest con il comune di Casalmaggiore (CR), Sabbioneta (MN) e Parma, ad est con Suzzara e Guastalla (RE); dal capoluogo dista invece circa 50 Km. Si estende su di una superficie total mente pianeggiànte di 102,16 kmq. La popolazione riconducibile a tale zona e pari al 4,48% di quella provinciale ed iI 35,43% del comune di Mantova (capoluogo).

II Comune e raggiungibile da Mantova percorrendo la Strada Statale n. 42D e passando poi sulla S.S. 358; in alternativa la S.S. n. 62, sulla sponda sud del fiume Po, che passa per il centro di Suzzara.

Negli ultimi decenni gli abitanti di Viadana hanno subito un costante aumento, I’andamento negativo che caratterizza i decenni fino al 1971 si stabilizza nei primi anni ottanta, da segnalare un incremento positivo, anche se minimo, durante I’ultimo periodo. Fra i settanta comuni mantovani Viadana risulta essere iI quarto più popoloso. In questo contesto e da segnaJare che attualmente risiedono circa 6.569 famiglie di cui la maggioranza di esse e composta da 2 (27,67%) e da 3 persone (24,4%). L’area non e esente dal fenomeno, diffuso nell’intero Paese, del progressivo invecchiamento della popolazione.

II Comune di Viadana ha un’estensione territoriale di 102.16, Kmq. e 230 Km di strade ed e il Comune più grande per estensione territoriale, dopo Milano, della Lombardia.

Proprio per la vastità del territorio, oltre a Viadana capoluogo, vi sono anche n. 12 frazioni, alcune delle quali sedi di attività produttive ed economiche molto sviluppate.

Sono presenti l’Ufficio Unico delle Entrate, il Giudice di Pace, oltre a 20 istituti di credito. Viadana e il polo scolastico della zona e raccoglie tutti gli studenti dei Comuni vicini oltre a quelli provenienti dalla regione Emilia Romagna; oltre a numerose scuole dell’obbligo, sparse anche nella sue diverse frazioni, e presente anche I’Istituto Tecnico Scientifico, I’Istituto Agrario, il centro di formazione professionale della Regione Lombardia con corsi post-diploma e di qualificazione professionale.

La vista del Po, accompagna I’arrivo a Viadana lungo gli argini, proponendo immagini affascinanti, e spesso interrotte da opere storiche di rilievo. I territorio di Viadana e costellato da numerosi piccoli centri, che emergono dalle estese campagne, spesso a ridosso delle acque del fiume. Le tracce storiche sui territorio sono forti lasciando ai giorni nostri reperti risalenti al periodo Neolitico.

Grazie ai numerosi ritrovamenti, testimonianze di un vicino insediamento palafitticolo e terramaricolo databile all’età del Bronzo, e state possibile creare una vasta collezione di suppellettili, raccolta nel museo civico “Parazzi” situato presso il centro culturale Muvi. Soggetto all’antica centuriazione romana, Viadana pote godere nei secoli di una grande autonomia, grazie all’importanza economica che i traffici lungo il fiume Ie conferivano. In mana alla famiglia Cavalcabò dal 1158, conserve gli statuti da essi emanati fino ai primi dell’ottocento. La presenza dei Gonzaga che insediò qui un marchesato autonomo dal 1415, si protrasse fino ai primi anni del 17DD, quando gli austriaci conquistarono questi territori. Centro anomalo rispetto al sistema delle corti gonzaghesche di oltre Oglio, anticamente circondata da mura, Viadana presenta numerose testimonianze, soprattutto religiose del suo passato. Rivolta verso l’argine maestro, I’antica porta immette direttamente nel centro storico di Viadana, nel quale sorgono il palazzo Comunale (1752), con portico e torre, e il palazzo dell’ex Monte di Pleta. Nei pressi della porta di ingresso e visitabile la Chiesa di S.Maria Assunta edificata a partire dal 1522, e importantissima per Ie opere di rilievo contenute al suo interno, che la rendono una vera e propria pinacoteca, vol uta dal Parazzi nel XIX sec. Di eccezionale fattura, sono Ie dieci figure a bassorilievo in terracotta, rappresentanti la Deposizione (Agostino Fondulo – scuola mantegnesca). Sulla città opere un grande Architetto del XVIII secolo, Pietro Antonio Maggi, che edifice qui I’immensa chiesa di Pietro, San Martino, e che trova il suo apice creativo con il capolavoro dell’ oratorio di San Rocco, maestosa opera architettonica. Da segnalare anche I’antica chiesa di S.Giulia in Cicognara, le cui origini risalgono prima dell’anno mille, durante il quale era destinata a convento monastico. La zona golenale, con la sua natura incontaminata, la vista del fiume e degli spiaggioni che nel periodo estivo emergono dalle sue acque, sono corollario ai numerosi percorsi che di queste zone. Percorrendo gli argini, si incontrano numerosi paesaggi dal gusto rurale, ci si trova immersi in filari e boschi, fino ad arrivare ai confini di questo territorio nei quali si incontrano due grandi opere idriche del passato: le idrovore di San Matteo, esempio di architettura del secolo scorso e il Ponte di barche a Torre d’Oglio, già appartenente al territorio di Marcaria.

Comune di Commessaggio

Natura, fiume e storia si fondono per creare uno dei più importanti spettacoli di questo territorio. La bellezza del torrione che si specchia nel canale alla luce del tramonto, e stato nei secoli ed e tuttora un’immagine evocativa da non perdere. Chi sopraggiunge dal fiume, attraverso il ponte di barche ancora intatto, può ammirare in questo modo lo stesso spettacolo che ebbe modo di ammirare la stirpe dei Gonzaga. le radici di questo paese sono antichissime: i resti di palafitte, tombe e utensili riconducibili a primitivi stanziamenti terramaricoli della tarda età del Bronzo, fanno risalire la presenza dell’uomo al 2000 A.C.

Si presume che in questo territorio, dominato dalle acque, Oglio, Po, ed Adda confluissero durante Ie piene. Posseduta dai Longobardi e dai Canossa, Commessaggio vide nascere nel periodo gonzaghesco opere di grande importanza storica. Sovrasta il centro abitato il “torrazzo”, eretto nel 1583 da Vespasiano Gonzaga, una potente costruzione che si eleva per 28 metri sui piccolo borgo a lato del caratteristico ponte di chiatte sui navarolo, e all’ingresso della magnifica piazza portonata. Originariamente con funzioni di torre daziaria, in seguito alloggio per il comandante del corpo di guardia e per i suoi soldati, si ipotizza che la torre fosse utilizzata dal duca Vespasiano stesso, durante i soggiorni a Commessaggio. Lo stupendo camino in marmo ed alcuni particolari nella volta delle stanzone situato all’ultimo piano lasciano supporre che fosse un appartamento riservato ad un personaggio molto importante e certamente non destinato allatruppa. All’interno si puo ammirare una preziosa scala a chiocciola di marmo.

Numerose altre opere si trovano dislocate lungo i magnifici percorsi di queste zone. L’esempio migliore si trova nell’attraversamento sui ponte di barche.

Da segnalare S.Maria in Ripa d’Adda, piccolo ed antichissimo Oratorio, con cripta sottostante a cui si accede mediante una scala scavata in marmo, di cui si hanno notizie sin dal periodo Longobardo, e la chiesa di S.Albino. Tutte queste testimonianze storiche, trovano nella natura un contesto perfettamente integrato, rientrando nel Parco Regionale dell’Oglio Sud, e immergendosi nel magnifico percorso tracciato dal canale Bogina, allascopera della flora e della fauna tipiche del posto.

Cosa visitare

  • Canale Bogina
  • Cascina “La Silenziosa”
  • II Torrazzo di Commessaggio

Comune di Dosolo

Giungendo dagli argini, un piccolo paese, di particolare bellezza, si affaccia allla vista del visitatore: Dosolo. Lasciandosi guidare dal percorso lungo il Po, una serie di lunghi filari accompagnano il cammino, interrotti unicamente da lanche e spiaggioni, restituiti all’estesa campagna dalle grandi acque del fiume.

Le origini di questa terra, prescelta dagli antichi per Ie risorse offerte dal fiume, si perdono nel tempo fino all’età del Bronzo, del quale ancora restano testimonianze nelle terremare, antico riparo dalle acque del fiume. Possedimento romano, nellil secolo a.C, la zona fu soggetta a grandi opere di bonifica, durante la centuriazione, rese poi vane dalle successive invasioni. Le incurie dei barbari spopolarono Ie campagne, e provocarono la fondazione del castello di Dosolo a difesa di un attraversamento sui fiume. Accanto a questo, con geometrie urbanistiche molto regolari, si svilupparono numerosi nuclei fortificati, al cui interno si svolgevano tutte le attività del popolo. Possedimento dei Benedettini di Leno prima e dei Longobardi poi, nel 1437 Dosolo vide I’avvento dei Gonzaga, che lasciarono i lara segni nei portici del paese e nell’imponenza della parrocchiale dei SS. Gervasio e Protasio, la quale mantiene una stupenda facciata in cotto. AI suo interno racchiude importanti opere d’arte, fra cui due statue lignee del ’700, e affreschi del ’400 ad opera del famoso pittore Cremonese Ghislina. A distanza di 300 anni, gli stessi Gonzaga vollero la distruzione del castello, per la fortificazione del porto di Mantova.

Numerose opere di rilievo si trovano sparse nelle vicine frazioni.
A Villastrada sono da segnalare la parrocchiale di Sant’Agata (1723), contenente un ciclo di affreschi del veronese Giorgio Anselmi, terminati nel 1793. Il pittore, famoso per aver dipinto la sala dei Fiumi in Palazzo ducale e la cupola di Sant’ Andrea a Mantova, ha raffigurato scene bibliche sulle pareti, sulla volta, sugli archi delle cappelle, nell’abside. Villastrada ospita inoltre un teatro ottocentesco, con pronao a colonne.

Nella frazione di Correggioverde e possibile ammirare la parrocchiale di Santa Maria Assunta (175D), il cui interne e affrescato, con una Madonna e i 4 evangelisti del viadanese Giovanni Morini, dotata di un imponente organo settecentesco. II fiume, che rese sempre difficoltoso I’abitabilità di questa area con continue inondazioni, segna la nascita nel 1800 del imponente complesso di idrovore, opera architettonica unica nel suo genere, ancora visibile nella località di San Matteo.

Cosa visitare

  • Chiesa parrocchiale dei 55. Gervasio e Protasio
  • Parrochiale di Sant’Agata

Comune di Gazzuolo

Gazzuolo, racchiude in perfetta armonia testimonianze storiche degli sfarzi gonzagheschi e un paesaggio rurale incantevole. Le origini di questo paese sono riconducibili all’eta etrusca, durante la quale furono realizzate imponenti opere di bonifica. Particolarmente ricco di ritrovamenti del periodo romano in località Nocegrossa, Gazzuolo e la sua maggiore frazione, Belforte, furono importanti crocevia sia grazie al fiume anticamente navigabile, sia allanota strada romana denominata “via Cava”, flusso di traffici e di scambi che collegava i maggiori centri del destra Oglio.

Posseduta dai Longobardi, dai Cavalcabo e dai Canossa, e saccheggiàta nel basso Medioevo, Gazzuolo conobbe il suo apice durante il dominio dei Gonzaga. Le tracce degli antichi splendori, sono legati a due nomi in particolare: Giànfrancesco e Antonia del Balzo. Come tradizione della dinastia gonzaghesca, mecenati delle arti, delle lettere e scienze, il fermento culturale fu elevatissimo. Durante illoro dominio, il paese venne fortificato come una rocca e venne costruito un castello a guardia del ponte sull’Oglio. Presto questo divento dimora del vescovo eletto di Mantova, Lodovico Gonzaga, che attira in questa piccola corte alcuni tra i più famosi letterati e artisti del tempo, fra i quali Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Matteo Bandello, Baldassarre Castiglione,. Le vie del centro sana percorse da lunghi portici, riconducibili ai primi anni del ’500, segno inequivocabile della presenza dei signori di Mantova. Con la caduta dei Gonzaga e I’avvento delle truppe imperiali e degli austriaci, vennero abbattute tutte Ie fortificazioni. La testimonianza più importante di questo periodo si incontra sulla strada per Belforte: la chiesa e convento di San Pietro, databile 1534, eredita dei benedettini di Leno. La chiesa rappresenta un piccolo pantheon gonzaghesco, con sepolture e lapidi di Antonia del Balzo, di Isabella figlia di Pirro e di altri membri della famiglia.

Da segnalare , I’oratorio barocco di San Rocco dei primi del ’600, importante per gli arredi pregiàti. Sempre di periodo barocco e la parrocchiale di San Bartolomeo, del 1687, che presenta un pregevole altare nella cappella maggiore, in marmo nero intarsiato, datato 1750, proveniente dal duomo di Montichiari. L’organo e un Montesanti, completo di cantoria con intagli lignei.

Cosa visitare

  • Oratorio di San Rocco
  • Oratorio e Convento di San Pietro
  • Portici Gonzaghesci di Gazzuolo

Comune di Marcaria

Marcaria, percorsa dalle acque dell’Oglio anticamente navigabili, offre una serie di testimonianze legate alle antiche tradizioni rurali e fluviali, immersa in una natura ancora incontaminata e dominata dalle acque del fiume. La storia e la conformazione di questo territorio ruotano attorno al passaggio dell’Oglio. Già abitato in era neolitica ed in seguito oggetto di centuriazione Romana tra il 1 e il 2 secolo DC, Marcaria vide una rinascita agricola con i Longobardi i quali risollevarono il paese dalle incurie delle invasioni barbariche e bonificarono il territorio fino allora paludoso. Per la sua collocazione sui fiume, vicino alla confluenza con il Po, controllava di fatto tutto il commercio fluviale della zona. Attorno all’anno mille, il territorio di Marcaria assunse le dimensioni che oggi lo rendono il secondo comune della provincia di Mantova grazie all’unione di due entità distinte: Marcaria, donata dagli Obertenghi al Monastero di S. Maria di Castiglione di Parma, e Campitello, proprieta di Matilde di Canossa, donata al Vescovo di Mantova. Numerose corti rurali, costruite a partire dal 1400, sono distribuite nelle varie frazioni del comune.

Fra tutte e da segnalare la caratteristica corte Castiglione a Casatico, piccola corte signorile i cui edifici sono disposti intorno ad uno spazio quadrato. La corte fu fatta costruire dalla famiglia di Baldassarre Castiglioni, umanista e uomo di corte al servizio del marchese di Mantova. L’elemento più significativo della corte e la torre stellare. Altre testimonianze di corti rurali si trovano sui territorio, affiancate da ville settecentesche.

Da segnalare Villa Luzzara a Canicossa, Villa Picciona a San Michele in Bosco, e a Campitello I’imponente portale di ingresso del “Palazzone”. Marcaria conserva anche una delle ultime testimonianze di ambiente palustre dell’area leader : le Torbiere di Marcaria. Circondata da zone umide e boschi tra il XII e XIII secolo, Ie torbiere vennero sfruttate per I’estrazione di torba ad uso combustibile fin dalla meta dell’ottocento.

Oggi rappresenta un importante habitat naturale per specie di flora e fauna tipiche della zona, presentando numerosi laghetti e canali ricoperti da canneti, e mostrando uno spettacolo affascinante quanto insolito per chi decidesse di visitarla. A coronare I’importanza paesaggistica di questa zona, e uno degli ultimi esempi di ponte di barche esistenti, in località Torre d’Oglio, che collegale zone umide e le campagne di queste zone.

Cosa visitare

  • Ponte di barche di Torre d’Oglio
  • Torbiere di Marcaria

Comune di Rivarolo Mantovano

II Comune di Rivarolo Mantovano, circondato da mura e difeso dalle sue torri, emerge dalla pianura con imponenti portoni d’ingresso, suscitando sensazioni evocative del passato. I tre portoni, disposti in corrispondenza dei tre assi cartesiani est/sud/ovest sono sovrastati da torrioni merlati visibili dai numerosi percorsi che circondano il territorio rivarolose.

Le origini del paese risalgono al neolitico, come testimoniano Ie numerose tracce rivenute in un antico insediamento in prossimità del centro. Circondato un tempo da casolari abitati da pescatori, il paese era costeggiàto dal fiume Adda D da un suo ramo di notevole portata oggi scomparso. A testimonianza dell’antico insediamento esistono i resti del Molino, posta sulla riva del canale Delmona e una lapide tombale, proveniente dall’antica Pieve, custodita nell’attuale Chiesa Parrocchiale. Occupato in seguito dai Longobardi e da Carlo Magno Rivarolo vide succedersi diverse dinastie fra cui i Canossa e i Cavalcabo.

Ma la vera testimonianza storica e rappresentata dal dominio di Vespasiano Gonzaga, signore di Sabbioneta, e del suo successore Scipione, che vollero lasciare in questa luogo, come nella già famosa Sabbioneta, i segni delle grandi opere gonzaghesche. Le Mura e i Portoni testimoniano 1D sfarzo di cui era solita circondarsi la dinastia dei Gonzaga, e caricano di grande fascino il passaggio esterno al paese. Attualmente all’interno di Porta Mantova e presente una ricostruzione storica di un ambiente abitativo e un piccolo museo di oggetti tradizionali. La porta inoltre fa da cornice espositiva a mostre di rilievo, oltre che a manifestazioni tipiche. La pianta ortogonale di Rivarolo e interrotta dalla magnifica Piazza, circondata interamente da portici, sede della Sinagoga, di Palazzo Penci e del Palazzo del Potesta, strutture di grande rilievo architettonico. In quest’ultima e custodita una preziosa collezione di quadri che vanta pezzi di De Pisis, Cagnacci ed altri artisti famosi.

Nonostante la storia costituisca la principale attrattiva di questa paese, vi sono altre fonti di interesse. In particolare a livello gastronomico assume grande rilievo I’enoteca Finzi, segnalata nelle maggiori guide gastronomiche, a conferma della grande tradizione culinaria e vinicola che connota questa zona. La Piazza, durante il periodo estivo fa da cornice a numerose manifestazioni, fra cui un festival di musica Jazz di alto livello, dedicato a Gorni Kramer, che nel paese trove i natali, il tipico Palio delle contrade, con giochi e rappresentazioni commediali, e il Lizzagone, importante rievocazione rinascimentale can sbandieratori, locande e spettacoli del tempo.

Comune di Sabbioneta

Mantova e Sabbioneta sono da lunedì 7 luglio 2008 patrimonio mondiale dell’umanlta – UNESCO United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization Sabbioneta costituisce, a livello architettonico, una delle perle più importanti dall’area, tanto da essere considerata da molti I’esempio più riuscito di “citta perfetta”.

Nata per volontà di Vespasiano Gonzaga, che volle celebrare can la magnificenza delle opere, la grandezza della sua casata, Sabbioneta si presenta a chi vi sopraggiunge come rocca fortificata, circondata dalle antiche mura ancora intatte. Tutti i monumenti al suo interno, i palazzi, Ie chiese, Ie ville, Ie piazzeportano i segni di questa volonta di realizzare un opera unica, progettata nel minimo dettaglio, giunta straordinariamente immutata fino ai giorni nostri. i numerosi ritrovamenti archeologici testimonia no che I’area fu abitata fin dall’eta del Bronzo can insediamenti terramaricoli e una comunita che detiene il controllo del luogo nei secoli fino all’eta romana. Possedimento dei Bizzantini e dei Longobardi, Sabbioneta vide numerose casate succedersi nei secoli al suo dominio: i Persico, i Dovara, Bonacolsi e i Visconti. La dinastia dei Gonzaga si lmpossesso di queste terre nel 1478. La data che segno I’inizio del cambiamento urbanistico di Sabbioneta, che la porte ad essere città progettata come oggi conosciamo e il 1556, anno in cui iniziano i lavori voluti da Vespasiano per la realizzazione dela fortezza, che si protrassero fino al 1591.

Due centri distinti, corrispondenti alle due piazze, furono realizzati all’interno del tessuto urbano della città. Disposti in posizione asimmetrica, attorno ad essi si svilupparono i principali edifici del centro storico, con funzioni diametralmente opposte: Piazza D’Armi, era il centro della vita privata del Signore, mentre Piazza Ducale era il centro della vita pubblica, ed il luogo del mercato. La prima, anticamente di forma poligonale, ospita il palazzo Giàrdino, antica dimora del signore, in cui amava trovare riposo dalla vita politica, per dedicarsi alle letture e alla vita di corte. AI suo interno sono visibili una serie di stanze, con decorazioni e affreschi rappresentanti elementi mitologi, e il camerino di Enea, antico studio di Vespasiano, e una delle maggiori attrazioni della città. Alle sue spalle si apriva un magnifico giàrdino all’italiana animato da fontane, giochi d’acqua e pergolati.

Dalla villa, tramite un piccolo cavalcavia si passa nella Galleria degli Antici, un lungo corridoio che chiude il lato orientale della piazza, che anticamente ospitava la collezione di marmi di Vespasiano, e che si affacciava sulla vista della scultura della Dea Pallade Atena. Caratteristiche le due pareti corte di testata, di ispirazione peruzziana, che attraverso un gioco di prospettiva, rendono la percezione della lunghezza della sala superiore alle sue reali dimensioni. II secondo centro, rappresentato da Piazza Ducale, faceva da contesto alla vita pubblica del signore e della cittadinanza ed era il luogo ove si svolgeva il mercato. Su di essa si affaccia Palazzo Ducale, sede degli impegni politici del signore,e costituito da una serie di stanze eccezionalmente decorate, fra cui la sala d’ oro ricoperta interamente del prezioso metallo. Sempre su piazza Ducale si affacciano il Palazzo della Ragione, antica abitazione del vicario generale e sede delle carceri, e il duomo di Sabbioneta dedicato a Santa Maria Assunta. Tra le due piazze, in posizione mediana, sorge il Teatro all’Antica, che ha segnato nella storia del teatro italiano un capitolo significativo poiché costituisce iI primo esempio di teatro stabile dell’eta moderna, costruito dal nulla, non vincolato da strutture preesistenti. AI suo interno sono visibili arredamenti di eccezionale fattura fra cui I’elegante loggià costituita da un colonnato corinzio sormontato da dodici statue in stucco rappresentanti le principali divinita dell’Olimpo, e gli affreschi parietali, che riproducono il Campidoglio e il Mausoleo d’ Antonio per dare I’impressione al pubblico dello spazio prospettico aperto.

Nei dintorni di Sabbioneta, nella frazione di Villa Pasquali troviamo altre due significative opere architettoniche, di pregiàta fattura: la chiesa di Sant’Antonio Abate, costruzione imponente ed ardita realizzata sui progetto del Bibiena, uno degli esempi più importanti del rococò padano, e la villa La Grangià, antica dimora dei Gonzaga.

Cosa visitare

• Chiesa di San Antonio Abate
• La Galleria degli Antichi
• Museo di Arte Sacra
• Palazzo Ducale
• Palazzo Giàrdino
• Teatro all’Antica

Comune di San Martino dall'Argine

La caratteristica piazza di San Martino offre, attraverso i suoi monumenti e i portici che la circondano, un affascinante excursus storico nel passato. Nonostante siano presenti sui territorio testimonianze archeologiche rilevanti, la storia di San Martino comincia ad assumere una propria identità nell’ età dei Longobardi con la Donazione del centro abitato da parte di Desiderio ai monaci benedettini di Leno. Il maggiore contributo storico-architettonico fu lasciato dai Gonzaga che creano a cornice della maestosa piazza Castello opere di grande rilievo, quali chiese e palazzi.

In particolare sono da segnalare nel paese la Chiesa dei Frati e la chiesa Castello. La prima, in mattoni a vista, fu edificata in epoca precedente alla costruzione del convento. La singolare facciata in cotto e del 1489, ma conserva archetti pensili di disegno prettamente romanico, pinnacoli a vista sui timpano ed un rosone centrale. AlI’interno e custodita una lapide in marmo bianco che riporta scolpita la data di consacrazione: 14 febbraio. Delle antiche strutture (secoli XIII – XIV) permane il campanile di mattoni, con guglia a punta arrotondata e finestrelle bifore. La seconda costruzione fu voluta da Scipione Gonzaga (1542-1593), uomo di vasta cultura nato a San Martino, il quale divenne patriarca di Gerusalemme e Cardinale della Provincia di Mantova. La chiesa rappresenta un monumento molto rilevante nel quadro dell’architettura religiosa mantovana della seconda meta del Cinquecento.

II paese diede inoltre i natali a Ferrante Aporti, cittadino illustre e grande pedagogista, ricordato da tutti come fondatore del primo asilo rurale. E’ possibile ad oggi visitare la sua casa, palazzetto a tre piani con la facciata settecentesca, e la piazza ad esso dedicata. Non e solo la storia a dare interesse a questo paese. I magnifici portici, testimonianza delle sfarzo dei signori di Mantova e creati nel 16DD ad opera del Bertani, ora fanno da cornice alle numerose manifestazioni che si svolgono nel paese.

In particolare da segnalare il mercatino che si svolge nei mesi di Giugno e Luglio, e la Budinata, a testimonianza della grande tradizione dolciaria artigiànale di questi luoghi. A livello naturalistico bisogna segnalare un meraviglioso percorso da effettuare lungo Ie rive dell’Oglio in locallta Casale, sia in bicicletta, sia attraverso la navigazione su traghetto. Due aree di sosta sana state completate nel paese; da una
di esse e possibile raggiungere in bici Spineda attraversando la localita Belvedere, sede dell’antica
foresta in cui secondo gli storici avvenne I’uccisione del padre di Matilde di Canossa

Cosa vistare

  • Chiesa dei Frati
  • Museo dell’arte contadina di Cesare Ruggeri

La Chiesa dei Frati, in mattoni a vista, fu edificata in epoca precedente allacostruzione del convento. La singolare facciata in cotto e del 1489, ma conserva archetti pensili di disegno prettamente romanico e pinnacoli sui timpano, oltre ad un rosone centrale.
AlI’interno e custodita una lapide in marmo bianco che riporta scolpita la data di consacrazione: 14 febbraio. Delle antiche strutture (secoll XIII – XIV) permane il campanile di mattoni, con guglia a punta arrotondata e finestrelle bifore.

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